Il vantaggio competitivo del marmo locale
Per Marmi Vrech, azienda friulana, integrare i marmi della propria regione in progetti di fascia alta non è nostalgia territoriale o, peggio, campanilismo mascherato da sostenibilità. È una scelta strategica, perché la prossimità — quando è gestita bene — produce vantaggi concreti: nel controllo della filiera, nei tempi, nella qualità percepita e nella possibilità di raccontare il progetto in modo credibile.
Impatto ambientale più leggero, perché i chilometri contano
Sul piano delle emissioni, la differenza non la fa soltanto il mezzo, ma soprattutto la distanza. Una fornitura extraeuropea somma migliaia di chilometri e settimane di transito, attraversa continenti e lascia un'impronta carbonica pesante. Una filiera regionale riduce tratte e passaggi, e rende l’impronta logistica più leggera e più controllabile.
Il confronto non è solo ambientale. È economico, logistico, qualitativo. Nel luxury etico contemporaneo — dove i clienti di fascia alta richiedono scelte green verificabili — la distanza ridotta ha un impatto enorme, non tanto nella tratta finale verso il cantiere (che dipende dalla destinazione), quanto nella prima parte della filiera — cava, eventuale magazzino, sito di lavorazione — dove la prossimità territoriale permette di tagliare drasticamente le emissioni legate al trasporto, senza sacrificare nulla in termini di qualità o prestigio.
Vantaggi economici e logistici: meno frizioni, più agilità
Nei progetti di fascia alta (yacht, hospitality, residenze luxury) le difficoltà fanno parte del lavoro. Avere filiere vicine significa ridurre dogane, transiti e tempi di attesa, e soprattutto avere più rapidità quando servono campioni, sostituzioni, correzioni.
Nel lusso il tempo è una valuta: un processo più agile spesso vale quanto un materiale più raro.
Vantaggi estetici e di autenticità: il genius loci come unicità irripetibile
Il lusso non ama l’uniformità. Sempre più spesso vuole superfici con carattere: venature non copiabili, variazioni controllate, una differenza percepibile tra un pezzo e l’altro. Qui il marmo friulano ha gioco facile, perché ogni lastra porta con sé le tracce riconoscibili del suo luogo d'origine. È il genius loci — l'identità del territorio — che diventa materia progettuale.
Si sceglie non un marmo grigio e rosa, ma il Fior di Pesco Carnico proveniente da una cava a cielo aperto unica al mondo; non un grigio elegante, ma un materiale con identità territoriale precisa e verificabile.
È un lusso che non pretende di essere riconosciuto da tutti. Al contrario: chiede di essere raccontato, perché è proprio nel racconto verificabile — non nell’ostentazione — che si costruisce il prestigio di oggi.
Il protagonista: Fior di Pesco Carnico
Se c’è un materiale che racconta bene come il “vicino” possa diventare luxury, è il Fior di Pesco Carnico.
È un marmo tra i più riconoscibili: un fondo chiaro che oscilla tra bianco e grigio, attraversato da presenze rosate che sembrano petali che danzano sospesi nella roccia. È proprio questa delicatezza cromatica – abbastanza viva da essere unica, abbastanza equilibrata da essere progettuale – a far innamorare i progettisti che cercano eleganza senza ostentazione.
C'è un solo posto al mondo dove si estrae: le Alpi Carniche, a nord di Forni Avoltri, in prossimità del confine austriaco. Una sola cava a cielo aperto, di proprietà esclusiva Margraf dal 1927. Questa unicità geografica non è un dettaglio: è la garanzia che ogni lastra porta con sé una storia geologica irripetibile, quattrocento milioni di anni di stratificazione marina e metamorfismo alpino condensati in venature che non si trovano da nessun'altra parte.
Le quantità estratte sono limitate, la selezione qualitativa è rigorosa, e l'accesso al materiale migliore è controllato. Questo rende il Fior di Pesco meno comune di quanto il suo nome, ormai noto, possa far pensare. Marmi Vrech può lavorarlo perché oggi fa parte dello stesso gruppo di Margraf, condividendo accesso privilegiato e know-how sulla selezione.
Marmi Vrech lo ha scelto per il pavimento dello stand al Monaco Yacht Show 2025, integrandolo con inserti in legno in un disegno contemporaneo: un modo diretto per dimostrare che un materiale locale può essere un valore aggiunto anche nei contesti più internazionali.
Non è la prima volta che Marmi Vrech lo sceglie per progetti di fascia alta: il Fior di Pesco ha viaggiato su yacht internazionali, è entrato in residenze luxury e hotel boutique. Ogni volta con la stessa promessa: portare un'identità territoriale forte in spazi dove il lusso deve raccontare una storia vera.
«Quando un progettista sceglie materiali locali, non sta solo riducendo le emissioni. Sta facendo una scelta culturale. Sta dicendo che il valore si misura anche in un’origine verificabile, nella storia che il materiale porta con sé, in una rarità che nasce da un luogo preciso.»
Alessandro Vrech, CEO di Marmi Vrech
Quando l'identità locale diventa linguaggio globale
È sempre più evidente anche nei progetti di fascia alta che la sola bellezza, o la sola idea di provenienza, non bastano più a creare prestigio. Oggi conta anche che un materiale abbia un’origine chiara e raccontabile, una filiera sostenibile e controllabile, una rarità credibile. In questo senso, il Fior di Pesco Carnico risponde bene alle richieste di oggi: è riconoscibile, nasce da un luogo preciso e porta in superficie un’identità che si vede.
Poi serve chi trasformi quell’origine in risultato. È il ruolo di Marmi Vrech: essere un ponte tra locale e globale. Radici in Friuli Venezia Giulia, selezione e lavorazione sul territorio e, allo stesso tempo, capacità di portare quei materiali nel mondo traducendo il genius loci in interni di lusso contemporanei.
È così che un puntino a est sulla mappa d’Italia — il Friuli, cerniera tra mondi, terra di confine — diventa un valore internazionale.